Five Years Ago
Sulla scorta del revival marzilleriano ecco alcune (scelte fra le meno schifose) poesie scritte fra i miei sedici e i diciotto anni (quindi cinque-sei anni fa): (la prima è proprio la mia prima, o comunque una fra le primissime):
HELLMARKET
Non voglio essere un pacco di cellophane
abborro ogni confezione
additivi, coloranti, conservanti.
Non mi troverete su uno scaffale
vivo nei buchi più nascosti dei supermarket
rutilante come un formicaio impazzito,
in attesa di saltarvi come una cimice nelle pupille
e piantare il mio vessillo sulla vostra retina.
E non allarmatevi
se la mia voce scampana
cupa e metallica dagli scaffali
e i carrelli si riempiono
di un' orrida mellassa nera.
E' mera illusione ottica.
Tornati a casa
splendida come sempre
trionferà nella dispensa
la vostra spesa
***
Le mani sul tavolo in attesa
in cerchio
il riflesso delle imposte nella bottiglia
al centro
e faccie che si guardano
prima di scoppiare.
Due dita allargano le persiane
gli sguardi convergono alla finestra
il silenzio esploso nelle bocche
il vetro in frantumi
sospeso
oscilla una lampada
dal soffitto scalcinato
sulle rosse teste sul pavimento
in cerchio.
OLTRE
Qui tra le mosche
nel pugno di nera sabbia ronzante
é il varco che ci porta
sulla spiaggia laminare
Gli uccelli feriti
sbattuti da uno specchio all' altro
portano nel becco un succulento
pezzo di vetro
Pezzi di vetro
e qualcuno ricompone
un mosaico
e qualcosa ci scompone.
DOPO LA PIOGGIA
Dopo la pioggia i minuti
sgocciolano dai gambi recisi
le formiche scoprono le ali
verso formicai di vapore.
I rami ricamano minuta
e nodosa una geometria
di grigi e neri umidi.
I pensieri fuggono
le teste in volute di fumo
la mente distratta
da ciottolose fantasticherie.
PAROLE
Le parole di carne
hanno pulsazioni soffici e regolari
sono vite pure in una bianca valle
Finché un uomo siede
insensibile impugna una penna
e avvicinando minaccioso al foglio il punteruolo...
si squarcia la valle
e si illumina il loro destino:
frasi, periodi, poemi, telegrammi
e mentre apprendono la malizia
mentre la valle da dietro si chiude in un punto
riemergono nere sul foglio bianco.
PASSATO ADULTERIO
Le sue dita strisciavano sul muro in cerca di un cretto
di un ragno bianco nato dall' intonaco
di un sesso evanescente di polvere
delle uova del ricordo
nascoste per paura che si schiudessero.
Il suo secreto scioglieva l' intonaco
dal muro-utero balzava il segreto
di una notte illecita. La fiamma era alta
pronti gli embrioni fermentati ad ardere.
L’UCCELLO SONORO
Irrompono le voci aeree nei canali
scheggiano i massi
con rumore di spiegamento alare:
quest’uccello immaterico che ci spia
nascosto nel bestiario delle nuvole,
con la sua materia di frasi obliate
forgia statue d’acqua e vapore
statue sonore per vivi distratti
Ma l’opera del paziente
inesistente artigiano presto cade
e ricade così l’uccello indietro nella volta
celeste, e i vivi nel sonno, uno scroscio d’acqua
come quando piove.
E un popolo disteso
intorpidito sulle brandine.
Five Years Ago
Sulla scorta del revival marzilleriano ecco alcune (scelte fra le meno schifose) poesie scritte fra i miei sedici e i diciotto anni (quindi cinque-sei anni fa): (la prima è proprio la mia prima, o comunque una fra le primissime):
HELLMARKET
Non voglio essere un pacco di cellophane
abborro ogni confezione
additivi, coloranti, conservanti.
Non mi troverete su uno scaffale
vivo nei buchi più nascosti dei supermarket
rutilante come un formicaio impazzito,
in attesa di saltarvi come una cimice nelle pupille
e piantare il mio vessillo sulla vostra retina.
E non allarmatevi
se la mia voce scampana
cupa e metallica dagli scaffali
e i carrelli si riempiono
di un' orrida mellassa nera.
E' mera illusione ottica.
Tornati a casa
splendida come sempre
trionferà nella dispensa
***
Le mani sul tavolo in attesa
in cerchio
il riflesso delle imposte nella bottiglia
al centro
e faccie che si guardano
prima di scoppiare.
Due dita allargano le persiane
gli sguardi convergono alla finestra
il silenzio esploso nelle bocche
il vetro in frantumi
sospeso
oscilla una lampada
dal soffitto scalcinato
sulle rosse teste sul pavimento
in cerchio.
OLTRE
Qui tra le mosche
nel pugno di nera sabbia ronzante
é il varco che ci porta
sulla spiaggia laminare
Gli uccelli feriti
sbattuti da uno specchio all' altro
portano nel becco un succulento
pezzo di vetro
Pezzi di vetro
e qualcuno ricompone
un mosaico
e qualcosa ci scompone.
DOPO LA PIOGGIA
Dopo la pioggia i minuti
sgocciolano dai gambi recisi
le formiche scoprono le ali
verso formicai di vapore.
I rami ricamano minuta
e nodosa una geometria
di grigi e neri umidi.
I pensieri fuggono
le teste in volute di fumo
la mente distratta
da ciottolose fantasticherie.
PAROLE
Le parole di carne
hanno pulsazioni soffici e regolari
sono vite pure in una bianca valle
Finché un uomo siede
insensibile impugna una penna
e avvicinando minaccioso al foglio il punteruolo...
si squarcia la valle
e si illumina il loro destino:
frasi, periodi, poemi, telegrammi
e mentre apprendono la malizia
mentre la valle da dietro si chiude in un punto
riemergono nere sul foglio bianco.
PASSATO ADULTERIO
Le sue dita strisciavano sul muro in cerca di un cretto
di un ragno bianco nato dall' intonaco
di un sesso evanescente di polvere
delle uova del ricordo
nascoste per paura che si schiudessero.
Il suo secreto scioglieva l' intonaco
dal muro-utero balzava il segreto
di una notte illecita. La fiamma era alta
pronti gli embrioni fermentati ad ardere.
L’UCCELLO SONORO
Irrompono le voci aeree nei canali
scheggiano i massi
con rumore di spiegamento alare:
quest’uccello immaterico che ci spia
nascosto nel bestiario delle nuvole,
con la sua materia di frasi obliate
forgia statue d’acqua e vapore
statue sonore per vivi distratti
Ma l’opera del paziente
inesistente artigiano presto cade
e ricade così l’uccello indietro nella volta
celeste, e i vivi nel sonno, uno scroscio d’acqua
come quando piove.
E un popolo disteso
intorpidito sulle brandine.
la vostra spesa.





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