RUMORE BIANCO
Sentono tutto i vuoti delle mie orecchie
Quello che bisbiglio, o soltanto
Accenno coi moti delle labbra
Quello che penso, ma anche solo
sbozzo di passaggio
E soprattutto quello che i passanti chini
Sbozzano con la china su di me.
Lo catturano i loro uncini di cerume
Lo immobilizzano, lo ammorbidiscono
E infine lo appiattiscono
Per rinfacciarmelo poi nei silenzi
Nella solitudine prima del risveglio
Indistinto, in quel rumore di fondo
Come se un grande insetto mi dormisse in capo.
Santi Spadaro
Corvo Remix
Il pezzo seguente è stato ottenuto rimescolando casualmente pezzetti delle email inviate da Giuseppe Cornacchia a me e alla redazione di Nabanassar e frammenti dei Canti di Maldoror di Isidore Ducasse. Lo leggerò solo dopo che lo avrò pubblicato.
Si tratta di due delle riviste, voglia il cielo che il lettore, anche su carta. Saggetti: grosso rospo, sventurato rospo, Gianluca. Tranquillo, tranquillo, maneggiando le ironie terribili, la sorpresa annunciata: si rifiutavano a quella respirazione infame, interrompo il clistere. All’età di marco e anna, è un uomo o una pietra o un albero, cari, vedo che ho da poco reso più facile tra il materiale inviatoci, o lampada dal becco d'argento, l’unica sarebbe un grandioso sabba, quando ci si impegna a trarre dal nulla un'unica cometa, chiuso il cerchio con Sinicco, una forca si ergeva dal suolo. Per indicare quello che ora sentiamo tutti che manca: ogni notte, immergendo l'altezza delle mie ali, l’uso che vorrei se ne facesse, il lettore non si irriti con me, come no, io direi, l'annientamento intermittente, se vuoi portarla su outlook. L’ultimo tocco sperimentatorio, per me è ok, sì, mancano le letture. Per i narratori: viaggiatore costernato da quella carne palpitante, idem come Martino, di una quercia, caduta perché decrepita! Una barca, che tornava dopo avere gettato le reti al largo grande Spadino!! Non ritratterò le mie parole se una tipa di mio gradimento gradisse una relazione fetish/sadomaso, è bello come la retrattilità degli artigli degli uccelli rapaci dall’oltrepò ofantino nel quale ha temporanea residenza, so che ce n'è uno nei cassetti del tuo comò, va bene…non sentirti aggredito, la nave in difficoltà spara cannonate d'allarme: non mi amano, loro! Martino manda caramella: non vi strapazzate troppo a violare i cadaveri delle belle donne morte, quindi pace e bene a tutti. Vecchio oceano, la tua grandezza materiale può essere comparata soltanto alla misura ipotizzabile della potenza attiva che è stata necessaria per generare la totalità della tua massa. Avete ragione entrambi.





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