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    De.licio.us

    ODDS & ENDS

    di gnommero (26/04/2004 - 12:50)

    Interrompo il mio sonno blogghico per segnalarvi due cose veramente strane, tanto strane da sfiorare la normalità. La prima è il blog dell'aliena "TZ" (si tratta di una mia arbitraria traslitterazione dell'alfabeto zycroniano: in realtà è un suono gutturale seguito da una specie di schiocco, molto simile al siculo 'ntzu), la seconda è un orso che caca numeri primi.

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    ODDS & ENDS

    di gnommero (26/04/2004 - 12:48)

    Interrompo il mio sonno blogghico per segnalarvi due cose veramente strane, tanto strane da sfiorare la normalità. La prima è il blog dell'aliena "TZ" (si tratta di una mia arbitraria traslitterazione dell'alfabeto zycroniano: in realtà è un suono gutturale seguito da una specie di schiocco, molto simile al siculo 'ntzu), la seconda è un orso che caca numeri primi.

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    Five Years Ago

    di gnommero (13/03/2004 - 12:21)

    Sulla scorta del revival marzilleriano ecco alcune (scelte fra le meno schifose) poesie scritte fra i miei sedici e i diciotto anni (quindi cinque-sei anni fa): (la prima è proprio la mia prima, o comunque una fra le primissime):

    HELLMARKET


    Non voglio essere un pacco di cellophane
    abborro ogni confezione
    additivi, coloranti, conservanti.
    Non mi troverete su uno scaffale
    vivo nei buchi più nascosti dei supermarket
    rutilante come un formicaio impazzito,
    in attesa di saltarvi come una cimice nelle pupille
    e piantare il mio vessillo sulla vostra retina.

    E non allarmatevi
    se la mia voce scampana
    cupa e metallica dagli scaffali
    e i carrelli si riempiono
    di un' orrida mellassa nera.

    E' mera illusione ottica.

    Tornati a casa
    splendida come sempre
    trionferà nella dispensa
    la vostra spesa


    ***

    Le mani sul tavolo in attesa
    in cerchio
    il riflesso delle imposte nella bottiglia
    al centro
    e faccie che si guardano
    prima di scoppiare.

    Due dita allargano le persiane
    gli sguardi convergono alla finestra
    il silenzio esploso nelle bocche
    il vetro in frantumi
    sospeso
    oscilla una lampada
    dal soffitto scalcinato
    sulle rosse teste sul pavimento
    in cerchio.


    OLTRE


    Qui tra le mosche
    nel pugno di nera sabbia ronzante
    é il varco che ci porta
    sulla spiaggia laminare

    Gli uccelli feriti
    sbattuti da uno specchio all' altro
    portano nel becco un succulento
    pezzo di vetro

    Pezzi di vetro
    e qualcuno ricompone
    un mosaico
    e qualcosa ci scompone.


    DOPO LA PIOGGIA

    Dopo la pioggia i minuti
    sgocciolano dai gambi recisi
    le formiche scoprono le ali
    verso formicai di vapore.

    I rami ricamano minuta
    e nodosa una geometria
    di grigi e neri umidi.

    I pensieri fuggono
    le teste in volute di fumo
    la mente distratta
    da ciottolose fantasticherie.


    PAROLE


    Le parole di carne
    hanno pulsazioni soffici e regolari
    sono vite pure in una bianca valle

    Finché un uomo siede
    insensibile impugna una penna
    e avvicinando minaccioso al foglio il punteruolo...

    si squarcia la valle
    e si illumina il loro destino:
    frasi, periodi, poemi, telegrammi
    e mentre apprendono la malizia
    mentre la valle da dietro si chiude in un punto
    riemergono nere sul foglio bianco.


    PASSATO ADULTERIO


    Le sue dita strisciavano sul muro in cerca di un cretto
    di un ragno bianco nato dall' intonaco
    di un sesso evanescente di polvere
    delle uova del ricordo
    nascoste per paura che si schiudessero.

    Il suo secreto scioglieva l' intonaco
    dal muro-utero balzava il segreto
    di una notte illecita. La fiamma era alta
    pronti gli embrioni fermentati ad ardere.


    L’UCCELLO SONORO


    Irrompono le voci aeree nei canali
    scheggiano i massi
    con rumore di spiegamento alare:
    quest’uccello immaterico che ci spia
    nascosto nel bestiario delle nuvole,
    con la sua materia di frasi obliate
    forgia statue d’acqua e vapore
    statue sonore per vivi distratti

    Ma l’opera del paziente
    inesistente artigiano presto cade
    e ricade così l’uccello indietro nella volta
    celeste, e i vivi nel sonno, uno scroscio d’acqua
    come quando piove.

    E un popolo disteso
    intorpidito sulle brandine.

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    Five Years Ago

    di gnommero (13/03/2004 - 12:20)

    Sulla scorta del revival marzilleriano ecco alcune (scelte fra le meno schifose) poesie scritte fra i miei sedici e i diciotto anni (quindi cinque-sei anni fa): (la prima è proprio la mia prima, o comunque una fra le primissime):

    HELLMARKET


    Non voglio essere un pacco di cellophane
    abborro ogni confezione
    additivi, coloranti, conservanti.
    Non mi troverete su uno scaffale
    vivo nei buchi più nascosti dei supermarket
    rutilante come un formicaio impazzito,
    in attesa di saltarvi come una cimice nelle pupille
    e piantare il mio vessillo sulla vostra retina.

    E non allarmatevi
    se la mia voce scampana
    cupa e metallica dagli scaffali
    e i carrelli si riempiono
    di un' orrida mellassa nera.

    E' mera illusione ottica.

    Tornati a casa
    splendida come sempre
    trionferà nella dispensa


    ***

    Le mani sul tavolo in attesa
    in cerchio
    il riflesso delle imposte nella bottiglia
    al centro
    e faccie che si guardano
    prima di scoppiare.

    Due dita allargano le persiane
    gli sguardi convergono alla finestra
    il silenzio esploso nelle bocche
    il vetro in frantumi
    sospeso
    oscilla una lampada
    dal soffitto scalcinato
    sulle rosse teste sul pavimento
    in cerchio.


    OLTRE


    Qui tra le mosche
    nel pugno di nera sabbia ronzante
    é il varco che ci porta
    sulla spiaggia laminare

    Gli uccelli feriti
    sbattuti da uno specchio all' altro
    portano nel becco un succulento
    pezzo di vetro

    Pezzi di vetro
    e qualcuno ricompone
    un mosaico
    e qualcosa ci scompone.


    DOPO LA PIOGGIA

    Dopo la pioggia i minuti
    sgocciolano dai gambi recisi
    le formiche scoprono le ali
    verso formicai di vapore.

    I rami ricamano minuta
    e nodosa una geometria
    di grigi e neri umidi.

    I pensieri fuggono
    le teste in volute di fumo
    la mente distratta
    da ciottolose fantasticherie.


    PAROLE


    Le parole di carne
    hanno pulsazioni soffici e regolari
    sono vite pure in una bianca valle

    Finché un uomo siede
    insensibile impugna una penna
    e avvicinando minaccioso al foglio il punteruolo...

    si squarcia la valle
    e si illumina il loro destino:
    frasi, periodi, poemi, telegrammi
    e mentre apprendono la malizia
    mentre la valle da dietro si chiude in un punto
    riemergono nere sul foglio bianco.


    PASSATO ADULTERIO


    Le sue dita strisciavano sul muro in cerca di un cretto
    di un ragno bianco nato dall' intonaco
    di un sesso evanescente di polvere
    delle uova del ricordo
    nascoste per paura che si schiudessero.

    Il suo secreto scioglieva l' intonaco
    dal muro-utero balzava il segreto
    di una notte illecita. La fiamma era alta
    pronti gli embrioni fermentati ad ardere.


    L’UCCELLO SONORO


    Irrompono le voci aeree nei canali
    scheggiano i massi
    con rumore di spiegamento alare:
    quest’uccello immaterico che ci spia
    nascosto nel bestiario delle nuvole,
    con la sua materia di frasi obliate
    forgia statue d’acqua e vapore
    statue sonore per vivi distratti

    Ma l’opera del paziente
    inesistente artigiano presto cade
    e ricade così l’uccello indietro nella volta
    celeste, e i vivi nel sonno, uno scroscio d’acqua
    come quando piove.

    E un popolo disteso
    intorpidito sulle brandine.
    la vostra spesa.

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    I miei sosia più accreditati

    di gnommero (25/02/2004 - 19:29)

    Paul Muldoon Edgar Allan Poe Salman Rushdie Walter Veltroni

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    Un inedito di Aldo Pazzeschi

    di gnommero (18/02/2004 - 15:08)

    Martino Baldi ha vinto il Premio Aldo Palazzeschi con la sua tesi di laurea. Siamo felicissimi per lui, ma un po' meno per la bottiglia di Brunello di Montalcino che porrà in questi giorni fine alla sua esistenza. Complimenti da tutti i capi del garbuglio, e per festeggiare tiro fuori questo inedito di Aldo Pazzeschi di cui possiedo il manoscritto:

    CORNACCHIA D'INVERNO

    Centanni ha Cornacchia.
    Nessuno lo vide volare nel giorno.
    Sovente la gente lo trova assopito
    su un albero Brullo:
    un Merlo lo sfiora.
    Nel gelido viola d'inverno
    Cornacchia si desta,
    e passa gracchiando
    le notti, le notti d'inverno...

    Aldo Pazzeschi

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    Fragole

    di gnommero (09/02/2004 - 22:35)

    Quando vieni a letto con me
    indossi un vestito nero
    con una stampa di fragole
    ed un cappello a falde larghe
    decorato con fragole
    e reggi in mano un cesto di fragole
    e me le vendi: fragole!
    dici con la tua dolce voce acuta
    fragole fragole fresche
    chi ne vuole?
    e non hai niente sotto il vestito
    più tardi certe corde
    invisibili o visibili ti solleveranno
    e subito dopo ti abbasseranno
    sul mio cazzo.

    Yona Wallach(Poetessa ebrea)
    (trad. dall’inglese: Santi Spadaro)

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    BLANK(ET)

    di gnommero (02/02/2004 - 16:28)

    WHITE POST N.1 HITE POST N.1W ITE POST N.1WH TE POST N.1WHI E POST N.1WHIT _POST N.1WHITE POST N.1WHITE_ OST N.1WHITE P ST N.1WHITE PO T N.1WHITE POS _N.1WHITE POST N.1WHITE POST_ 1WHITE POST N.

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    RUMORE BIANCO

    di gnommero (29/01/2004 - 18:14)

    Sentono tutto i vuoti delle mie orecchie Quello che bisbiglio, o soltanto Accenno coi moti delle labbra Quello che penso, ma anche solo sbozzo di passaggio E soprattutto quello che i passanti chini Sbozzano con la china su di me. Lo catturano i loro uncini di cerume Lo immobilizzano, lo ammorbidiscono E infine lo appiattiscono Per rinfacciarmelo poi nei silenzi Nella solitudine prima del risveglio Indistinto, in quel rumore di fondo Come se un grande insetto mi dormisse in capo. Santi Spadaro

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    Corvo Remix

    di gnommero (27/01/2004 - 14:08)

    Il pezzo seguente è stato ottenuto rimescolando casualmente pezzetti delle email inviate da Giuseppe Cornacchia a me e alla redazione di Nabanassar e frammenti dei Canti di Maldoror di Isidore Ducasse. Lo leggerò solo dopo che lo avrò pubblicato. Si tratta di due delle riviste, voglia il cielo che il lettore, anche su carta. Saggetti: grosso rospo, sventurato rospo, Gianluca. Tranquillo, tranquillo, maneggiando le ironie terribili, la sorpresa annunciata: si rifiutavano a quella respirazione infame, interrompo il clistere. All’età di marco e anna, è un uomo o una pietra o un albero, cari, vedo che ho da poco reso più facile tra il materiale inviatoci, o lampada dal becco d'argento, l’unica sarebbe un grandioso sabba, quando ci si impegna a trarre dal nulla un'unica cometa, chiuso il cerchio con Sinicco, una forca si ergeva dal suolo. Per indicare quello che ora sentiamo tutti che manca: ogni notte, immergendo l'altezza delle mie ali, l’uso che vorrei se ne facesse, il lettore non si irriti con me, come no, io direi, l'annientamento intermittente, se vuoi portarla su outlook. L’ultimo tocco sperimentatorio, per me è ok, sì, mancano le letture. Per i narratori: viaggiatore costernato da quella carne palpitante, idem come Martino, di una quercia, caduta perché decrepita! Una barca, che tornava dopo avere gettato le reti al largo grande Spadino!! Non ritratterò le mie parole se una tipa di mio gradimento gradisse una relazione fetish/sadomaso, è bello come la retrattilità degli artigli degli uccelli rapaci dall’oltrepò ofantino nel quale ha temporanea residenza, so che ce n'è uno nei cassetti del tuo comò, va bene…non sentirti aggredito, la nave in difficoltà spara cannonate d'allarme: non mi amano, loro! Martino manda caramella: non vi strapazzate troppo a violare i cadaveri delle belle donne morte, quindi pace e bene a tutti. Vecchio oceano, la tua grandezza materiale può essere comparata soltanto alla misura ipotizzabile della potenza attiva che è stata necessaria per generare la totalità della tua massa. Avete ragione entrambi.

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    A Zen Fable

    di gnommero (28/12/2003 - 20:43)

    To a lovely maiden I don't have the pleasure to know, Miss Anna Czerwinska, the noblest of her sex. The master walked in a garden with a child. A crow stood on a tree, exposing some topics in nuclear physics and analyical estetics to a wild pig below. The child asked the master: “Master, what kind of bird is that I see on the tree?”. “Looks like a crow.”, the master said. “But crows can’t talk.”, said the child. “Are you sure about that?” “Yes” “You assume the crow on the tree is saying something, don’t you?” “Yes” “So you already know about Nuclear Physics and Analytical Estetics, I guess.” “Yes” “But you’re just a 5 years old child, and you barely read.” “I have learned them during my walks in the garden. Someone I couldn’t see has taught them to me”. “So what’s the matter with that crow? He could have learned them from that very person… in fact, the crow himself could be your invisible teacher…” “Never thought about that. I’ll go and ask the crow.” “Good. What you really should be surprised at, is that wild pig beneath the tree… who the fuck brought that wild pig in this damned garden?!?”.

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    Sinestesie

    di gnommero (16/11/2003 - 22:48)

    "Un raggio di luce che incida con angolo opportuno su una delle piramidi d'Egitto causa l'emissione di un suono". Non ricordo esattamente dove abbia letto questa asserzione -forse in una delle Note ad Apollonio- ma era espressa proprio in questi termini. Non ha alcun senso, suppongo, ma non liquiderò così in fretta la questione. La riga arancio dello spettro luminoso e il ronzio del moscerino mi producono sensazioni assai simili. Quando sento il moscerino, riesco a percepire quel colore. Quando percepisco il colore, mi sembra di sentire il moscerino. In questo caso le vibrazioni del timpano causate dalle ali della mosca, potrebbero indurre, dall'interno, ondulazioni anomale della retina, simili a quelle che la luce arancione induce normalmente dall'esterno. Dove per simili, non intendo di uguale rapidità -il che sarebbe un'evidente sciocchezza-, ma, ad esempio, ogni milionesima ondulazione della retina potrebbe corrispondere ad una del timpano; e non sono sicuro che questa quantità sia sufficiente a produrre l'effetto.

    Edgar Allan Poe, da Marginalia.

    (trad. Santi Spadaro)

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    Santino Spadaro plays and sings standards

    di gnommero (15/11/2003 - 00:17)

    Se volete rovinarvi scaricate questo file MP3. E' un po' meno di un mega (solo un chorus della canzone). Scusate la registrazione molto amateur. (piano scordato e registratore sulle mie gambe mentre suonavo, niente mic esterno). Un grazie a Dario per la collaborazione tecnica.

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    Montalto Ludens Sulfureo

    di gnommero (03/11/2003 - 12:58)

    Qualcuno sa che fine hanno fatto le e scomparse dalla Disparition di Georges Perec? Dicono se le sia fregate tutte Sandro Montalto, giovane poeta, critico letterario, ludolinguista e pianista piemontese. STREGHE (Poesia sulla E) Le streghe, nelle eterne e meste sere segrete, depresse e tremende megere (che, sebbene esperte delle erbe e delle essenze, sempre le tette ebber fredde e spente), perplesse per le estese presenze del verde erpete repellente, nell’emettere terrene eccedenze, nel gemere e nel pretendere le preferenze delle nere dee, ben sepper vendere le eteree presenze che esse credetter leggere (nell’ebete mente) e vedere (nelle d’esse demenze). Sandro Montalto

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    Il Gran Lombardo e il Piccolo Siculo

    di gnommero (26/10/2003 - 20:35)

    Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico «le causali, la causale» gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia. Carlo Emilio Gadda *** La linea il filo che tu estrai dal folto del disegno è di per sé disegno da mandare a mente da amare quando la giungla la rete il labirinto premono alle porte le spalancano e tu vacilli sotto la loro spinta. Bartolo Cattafi

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